Museo Burri: a Città di Castello l’Umbria che non ti aspetti

Pensa all’Umbria. Qual è la prima immagine che ti viene in mente? Forse quella di campagne a perdita d’occhio punteggiate da antichi borghi arroccati su dolci colline. È una regione che molti associano al Medioevo e alla natura a tratti selvaggia.

Per questo potresti rimanere stupito nel sapere che a Città di Castello si trova uno dei musei d’arte contemporanea più importanti d’Italia: la Collezione Burri.

Il museo è dedicato all’artista italiano Alberto Burri, uno dei più grandi rappresentati italiani dell’arte contemporanea, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Fu lui stesso che nel 1978 creò la Fondazione Burri a Palazzo Albizzini, alla quale donò 32 delle sue opere. Negli anni il numero delle opere esposte è cresciuto, fino ad espandersi nella nuove raccolte ospitate agli Ex Seccatoi del tabacco, una struttura che fino agli anni ’60 era adibita all’essiccazione del tabacco tropicale.

Visitare queste 2 istituzioni è una tappa obbligata per chi passa qualche giorno a Città di Castello. Anche se sei un profano dell’arte contemporanea, le opere di Burri sapranno catturarti per i colori sgargianti e l’uso sorprendente dei materiali.

Palazzo Albizzini

Palazzo Albizzini è un edificio risalente al XV secolo di stampo rinascimentale fiorentino e ospita 130 opere ripartite in 20 sale, realizzate dal Maestro tra il 1948 e il 1985. Lo stesso Burri fu fautore della Fondazione: a lui si devono la scelta degli spazi, la selezione delle opere e la loro collocazione cronologica.

Nelle opere esposte si può ammirare il tentativo del pittore di comprendere le capacità espressive di materiali di uso comune come sabbia, sacchi, stoffe, plastica e lastre di ferro.

Opere di Alberto Burri a Palazzo Albizzini

Ex Seccatoi del Tabacco

Inaugurati nel 1990 e posti a circa 1 km e mezzo da Palazzo Albizzini, gli Ex Seccatoi del Tabacco accolgono ben 3 sezioni:

  • Grandi cicli di pittura e scultura
  • Opera grafica permanente
  • Burri Documenta

Esterno della Collezione Burri agli Ex Seccatoi del Tabacco

Grandi cicli di pittura e scultura

Questa è la sezione museale storica, che ospita 128 opere di Burri realizzate tra il 1974 e il 1993. Qui l’autore si è concentrato esclusivamente su un materiale, il cellotex: una specie di impasto di legno che l’artista scalfisce, incide, solleva e dipinge.

Le opere d’arte sono collocate in hangar separati, ognuno con le proprie caratteristiche espressive. Si intuisce la svolta di Burri verso un’arte monumentale, stimolato dalla cornice suggestiva degli Ex Seccatoi.

Uno dei cellotex di Alberto Burri

Opera grafica permanente

Nei sotterranei del museo si trova la seconda sezione, inaugurata nel 2017, che raccoglie ben 196 opere realizzate tra il 1957 e il 1994.

Le sperimentazioni del Maestro qui si concentrano nel campo della grafica. Notevole è la realizzazione su carta del processo di combustione, in assenza del fuoco reale.

Nel creare queste opere su carta, Burri si confrontava direttamente con gli stampatori. Da queste collaborazioni nacquero 2 tecniche innovative per la grafica: i multipli e la mixografia.

Combustione plastica di Alberto Burri

Burri Documenta

Aperta nel 2018, questa nuova sezione arricchisce di significato l’intera visita a entrambi i musei. Attraverso documenti originali, riproduzioni delle opere e filmati, racconta l’intera vita di Burri, le stagioni della sua arte, gli incontri con gli altri artisti e le sue partecipazioni alle rassegne internazionali.

Grazie a moderni mezzi multimediali e touch screen, alla fine della visita avrai una conoscenza completa dell’uomo, oltre che dell’artista.

Sezione Burri Documenta agli Ex Seccatoi del tabacco, Città di Castello

Orari e biglietti

Per un’esperienze ancora più completa, è possibile partecipare a visite guidate in ogni sede espositiva. Sul sito ufficiale della Fondazione Burri puoi consultare tutte le informazioni sugli orari di visita e i prezzi dei biglietti.

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