Fiume Tevere: Ecomuseo di un patrimonio naturalistico

“Un ecomuseo è qualcosa che rappresenta ciò che un territorio è, e ciò che sono i suoi abitanti, a partire dalla cultura viva delle persone, dal loro ambiente, da ciò che hanno ereditato dal passato, da quello che amano e che desiderano mostrare ai loro ospiti e trasmettere ai loro figli. Un tal processo si costruisce gradualmente, con alti e bassi. L’ecomuseo non è un museo, è ovunque e può morire se la gente non ne ha più bisogno”.

_Hugues de Varine

 

Torre di Pretola, fiume Tevere

 

Coniato nel 1971 a Parigi, il termine ecomuseo rappresenta “un’azione portata avanti dalla comunità, a partire dal suo patrimonio, per il suo sviluppo.” La stessa che nel 2004 unisce l’Associazione Ecomuseo del Tevere che da anni protegge, promuove e valorizza la cultura e le tradizioni nate lungo le sponde del fiume e il suo ecosistema.

 

Castello di Civitella d’Arna

 

“Un’azione portata avanti dalla comunità, a partire dal suo patrimonio, per il suo sviluppo.”

Con la collaborazione della comunità, ogni anno l’associazione organizza passeggiate, incontri, escursioni e mostre tematiche per rendere sempre vivace la vita lungo il fiume. È grazie a queste iniziative che si riesce a rafforzare il senso di appartenenza al territorio, dando di nuovo luce ad ambienti di vita e lavoro tradizionale. Le sei aree dell’Ecomuseo si sviluppano da Umbertide fino San Martino in Campo passando per Pretola, cuore dell’Ecomuseo.

 

Fiume Tevere, Umbertide

 

Alla scoperta di attività e luoghi d’interesse dell’Ecomuseo del Tevere:

 

 

28 sentieri e itinerari percorribili per ammirare i paesaggi che circondano i fiume, perfetti per gli adulti ma adatti anche ai bambini, che possono assistere a rievocazioni di antichi giochi lungo le sponde del fiume. Siti archeologici storici come Civitella d’Arna e gli scavi di Torre Certalda danno luce a reperti della vita del borgo, fino alla storia secolare degli ordini monastici con l’Abbazia di San Giustino d’Arna. Tra San Martino in Campo e la Contea le vecchie miniere di lignite raccontano la storia dei carbonai del posto, arricchita dai dipinti del Perugino. La riscoperta di antichi mestieri quali il barcaiolo, i raccoglitori di legna con l’uncinaia e le lavandaie sono testimonianza di una vita in costante rapporto con il fiume, fonte di mercato ed economia del luogo da secoli.

Una dolce passeggiata nell’ecosistema tra Umbertide e San Martino in Campo. Trecento metri quadrati di storia, cultura e tradizione protetti e valorizzati dalle comunità locali.

Bosco didattico, Ponte Felcino

 

 

 

 

 

 

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